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VAMPIRI
SCOPRIAMO ATTRAVERSO LA LETTERATURA  , STORIA E LEGGENDE CHI SONO .

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Nel aprile del 1819 sul New Monthly veniva publicato a firma di George Gordon Byron il racconto The Vampire, che Goeth giudico come il vero capolavoro dello scrittore. In realtà Byron era finito in calce al racconto per una svista dell’editore del giornale: il vero autore meno famoso era Jhon William Polidori.

Polidori intimo amico di Byron ,aveva iniziato a scrivere quel racconto durante un sera d’estate del 1816 a Ginevra, a villa Diodati, quando perseguitati dal maltempo decisero di scrivere per svagarsi . la diciottene Mary e Polidoro furono i soli a tenere fede all’impegno. Ma tra quelle mura presero vita diverse storie come The Assassins di Mary Shelley; Bayron una storia alla quale pensava da tempo,The Burial edita poi nel 1819 con il titolo di A Fragment: la prima dando vita a Frankestain e la seconda dando vita a Lord Ruthev, il cui nome sarà sinonimo di vampiro per tutto l’ottocento. Fino ad arrivare a Bram Stoker con il suo romanzo gotico publicato nel 1897 Dracula, Stoker affermò che l’idea del libro gli venne causato da una scorpaciata di gamberi in insalata;addormentatosi, sognò un vampiro che sorgeva dalla tomba per recarsi a compiere i suoi orribili misfatti. Con l’aiuto del suo amico Arminius Vambery, si documetò scrupolosamente,trascorrendo ore e ore a consultare libri del British Museum per costruire il suo romanzo : le autentiche tradizioni del folklore sui vampiri,un sinistro personaggio realmente vissuto circa quattro secoli prima, Vlad Dracul detto anche l’ Impalatore.

Ma da dove a origine la leggenda sui vampiri ?

Sicuramente uno dei più grandi enigmi dell’uomo è la vita dopo la morte. Sono stati effettuati diversi studi a riguardo un artico del Il Messaggero dice :C'è vita dopo la morte? La risposta è nel cervello delle persone. La possibilità per molti è allettante, ma finora si è dovuta scontrare con una spessa coltre di scetticismo. Adesso, però, uno studio americano ha indagato sulle esperienze pre-morte da parte di persone che sono sopravvissute a un attacco cardiaco dopo essere state date per morte e poi tornate in vita. La ricerca in questione è stata condotta dal team del dott. Sam Parnia, direttore della terapia intensiva e della ricerca di rianimazione presso la NYU Langone School of Medicine di New York City. Gli scienziati hanno intervistato i soggetti che hanno spiegato nel dettaglio le sensazioni provate mentre stavano per lasciare questo mondo: alcuni sopravvissuti all’infarto hanno dato testimonianze comuni dichiarando di essere rimasti coscienti rispetto a ciò che accadeva intorno a loro.

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